La  storia di B.P.
(il fondatore dello scoutismo)
 
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La vita di Robert Baden-Powell è stata certamente singolare. Cresciuto nella "impeccabilità" dell'ambiente vittoriano, manifesta fin da piccolo il desiderio di spazi aperti, di avventura. Militare di carriera durante il più grandioso sviluppo dell'impero inglese, serve con serietà il suo paese, senza per questo disprezzare i popoli sudditi della Corona, dimostrando anzi grande curiosità e rispetto per le civiltà da lui incontrate. Buon cristiano della chiesa anglicana, manifesta un vero spirito ecumenico nel sottolineare il valore della religione, di qualunque confessione, nell'educazione. Inglese da capo a piedi, quanto a flemma, senso dell'umorismo, metodicità, acquista le doti dei popoli da lui incontrati: l'abilità manuale del "trappeur" canadese, l'astuzia del cacciatore africano, l'intuizione e lo spirito di osservazione del cercatore di tracce indiano. Mai straordinario, a suo dire, in nessuna delle sue qualità o manifestazioni, ha saputo vivere una vita straordinaria, grazie alla semplicità e alla seria impostazione della vita stessa. Insomma, un uomo con le buone caratteristiche del suo tempo e del suo paese, ma che ha superato i limiti sia del suo tempo che del suo paese. Noi lo ricordiamo oggi soprattutto a causa del suo grande impegno nell'educazione e per la pace; ed è emblematico che questo impegno che ha dato molti frutti provenga da una persona che ha vestito la divisa militare dall'età di 19 anni fino a quella di 53. La traccia visibile dell'esistenza di Baden-Powell è oggi rappresentata da più di 20 milioni di boy-scouts sparsi in tutto il mondo. Sua fu l'idea di utilizzare in chiave pedagogica la vita avventurosa dell'esploratore (lo scout), vita da lui stesso praticata prima in India e poi in Africa. L'opera qui presentata ripercorre la vita di B.-P., cercando di metterne in luce alcuni degli episodi più significativi. Ma poche fotografie riusciranno appena ad incuriosire sulla vita di quest'uomo che ha detto cose utili ed insegnato, in modo semplice e concreto, un cammino per la felicità.

Dalla nascita a Mafeking

Robert Stephenson Smyth Powell nacque a Londra il 22 febbraio 1857. Era di famiglia antica, ma non nobile, non si chiamava allora nemmeno Baden Powell. Soltanto nel 1902 un rescritto reale autorizzò il secondo cognome. Era figlio di un pastore protestante, dodicesimo di quattordici figli, settimo maschio di quella bella tribù. A soli tre anni rimase orfano dei padre e la mamma donna eccezionale, restò sola a tirar su quel battaglione di figliuoli. La mamma di BP era una donna meravigliosa, un'educatrice formidabile e in mezzo a grandi sacrifici li aiutò a crescere bene, a studiare, a trovare le rispettive strade nella vita. Nessuno dei 14 la imboccò sbagliata e questa non fu davvero impresa da poco BP nutrì sempre per lei non solo amore, ma ammirazione e quando nel 1914 ella morì le dedicò alcune pagine, forse tra le sue migliori. A scuola BP non eccelleva di certo. Narra anzi che un giorno, quando volle far vedere al figlio Peter, che aveva preso brutti voti, le sue pagelle per incitarlo a far meglio “... vedi figliuolo, anche tuo padre ai suoi tempi studiava ...”, scorrendo gli ingialliti documenti scolastici prese a passarli sempre più velocemente, rabbuiandosi progressivamente in volto e concludendo con uno sbrigativo “Beh! insomma, mi hai capito vero? Cerca di far meglio”! Chi si fosse trovato a sbirciare dietro le sue spalle avrebbe letto frasi come “puoi fare molto di più” e  “in questo trimestre non si è applicato affatto” e altre simili (o peggio) ben note anche a diversi di noi ... A otto anni scrisse delle Leggi per quando sarà vecchio, sentitene qualcuna “Farò in modo che i poveri siano ricchi quanto noi. Essi debbono, come noi, avere diritto alla felicità. Tutti coloro che traverseranno un crocicchio daranno un po' di denaro ai poveri spazzini e ringrazieranno Dio per ciò che egli ha loro donato. Dio ha fatto i poveri e i ricchi, ma io vi posso dire ciò che si deve fare per essere buoni. Bisogna pregare Dio tutte le volte che si può; ma, dato che non si può essere buoni solamente pregando, bisogna anche sforzarsi e fare di tutto per arrivare a essere buoni. La firma R.S.S. Powell. Era la fine di febbraio dei 1865. A parte alcune sfumature, oggi stridenti, pensiamo che ogni Akela sarebbe lieto che un suo cucciolo si esprimesse così. Gli piaceva immensamente recitare. La prima volta calcò le scene in una commedia scolastica dal titolo non proprio originale “A genitori e professori”. Considerò sempre la recitazione un'arte preziosa per formare lo spirito, per acquisire l'abitudine di esprimersi e parlare in pubblico, per imparare a “entrare nella pelle” di un personaggio. Amava scorrazzare nei boschi vicini al collegio di Charterhouse. In essi cominciò a conoscere, amare e vivere a contatto con la natura. Strisciava, cercava tracce, osservava la vita degli animali, si nascondeva sugli alberi. Senza accorgersene acquistava l'abitudine di notare piccoli particolari in altri termini faceva passi avanti nella osservazione e nella deduzione. D'estate durante le vacanze con i fratelli, costruiva assieme a loro capanne, reti da pesca e una volta persino un battello che usavano felici per andare in gita sul fiume. Aveva imparato molto presto a disegnare ed è stato sempre convinto che in ogni essere umano esiste un bisogno innato di esprimersi attraverso l'arte, letteratura o poesia, musica o teatro, disegno o scultura

Scriveva a casa ogni settimana e mantenne questa abitudine finché‚ visse la madre, ovunque si trovasse, e le sue lettere contenevano sempre schizzi che le rendevano un gustosissimo diario illustrato. Da una piccola parte di questo ricco materiale trasse alcuni libri, la maggior parte è, purtroppo, tutt'ora inedita. Nel 187 6, a 19 anni, concluse i suoi studi e si pose il problema della strada da intraprendere. Consulta Oxford un vecchio amico di suo padre, Jowett, celebre professore di Balliol, e dopo un lungo colloquio venne sconsigliato dall'intraprendere quei severissimi studi. Per la verità un altro professore di Crist Church si espresse in modo un po' più favorevole. Intanto però la questione dei suo avvenire stava per risolversi in maniera ben differente. Dopo qualche incertezza si presentò, con scarse speranze date le sue non brillanti note scolastiche, a un concorso per entrare nell'esercito. Su 700 candidati si classificò secondo nella cavalleria e quarto nella fanteria! Ciò lo esentò dall'accademia militare di Sandhurst e il 1 settembre di quello stesso anno ebbe la nomina a sottotenente nel 130 reggimento Ussari. Il reggimento era in India e il giovane ufficiale giunse a Bombay il 6 dicembre 1876. Restò in India otto anni densi di esperienze di pace e di guerra, di sport e di caccia. Conobbe un mondo nuovo, il suo vero incontro con Kipling scaturì allora. La sua vita era intensa, non si lasciava andare alla piatta noia della guarnigione. Collaborava a due giornali inglesi, organizzava trattenimenti e recite, era considerato un brillante animatore. Nello svolgimento delle sue mansioni era preciso e non lasciava mai le cose a metà. Nel 1881, quinto anno di vita indiana, troviamo per la prima volta in forma esplicita lo scouting e la sua prima definizione in senso nettamente militare “Lo scouting o scienza dell'esplorazione differisce dallo spionaggio in quanto consiste nel raccogliere informazioni sul nemico o sul suo paese nel corso ordinario della carriera militare. Machiavelli, già nell'anno 1560, dava una definizione dell'esploratore - E non mi pare avere trovato, appresso agli antichi, che per guardare il campo la notte tenessero guardie fuora de' fossi discosto, come si usa oggi, le quali chiamano ascolte. Il che credo facessero, pensando che facilmente lo esercito ne potesse restare ingannato per la difficoltà  che è nei rivederle, e per potere essere quelle o corrotte o oppresse dal nimico; in modo che fidarsi o in parte o in tutto di loro giudicavano pericoloso”.  Ciò vuol dire che venivano usati gli esploratori invece degli avamposti. Si è potuto dire “Non c'è stata battaglia nella storia che non sia stata vinta o perduta, in proporzione dei valore della ricognizione preventiva”. Nonostante l'importanza capitale di tale ricognizione, non esisteva quando entrai nell'esercito, alcun insegnamento relativo a questa branca essenziale della carriera militare. S'imparava, è vero, a disegnare una carta, a redigere rapporti, ma ciò che non ci veniva insegnato era il modo di riuscire a ottenere la sostanza di questi rapporti, n‚ quella di raccogliere fatti sul nemico stesso. Ho inteso con le mie orecchie definire l'ufficiale inglese di quel tempo come “tanto ignorante della scienza dei l'esplorazione quanto uno scimpanzé‚ di  pattinaggio”. Nel 1883 viene nominato già Aiutante Maggiore e Capitano. L'anno dopo il 13mo Ussari - i famosi Dragoni Verdi - s'imbarcano per ritornare in patria. BP fa ormai parte dello stato maggiore reggimentale Mentre la nave s'avvicina a Suez riceve improvvisamente l'ordine di cambiare la rotta e dirigersi verso Durban (Sud Africa) ove vi è uno stato di perenne tensione secolare tra wjiesi e boeri; ogni tanto la situazione si acutizza e occorrono rinforzi per fronteggiare gli eventi. In quella particolare circostanza tutto si sviluppa per il momento in senso favorevole alla pace. Gli Ussari ritornano in Inghilterra, ma BP con alcuni altri ufficiali, ottenuta una lunga licenza, preferisce risalire l'Africa verso il Bechuanaland ove si trova come consigliere politico il fratello maggiore Giorgio.

Quante cose nuove ha modo di osservare da come gli indigeni si fabbricano le sigarette arrotolando il tabacco dentro a foglie di banano, alla vita di quelle popolazioni, al loro modo di cacciare, cantare, danzare, iniziare i figliuoli alla vita. E un uomo assetato di conoscere gli altri, di far tesoro dei libro della natura e dell'uomo in essa, sempre aperto, ovunque, attorno a chi sa e vuole leggerlo. Gli indigeni lo ammirano e gli danno il soprannome di M'HLALA PANZI cioè “l'uomo che si sdraia per uccidere”  per l'abilità con la quale s'apposta e striscia silenziosamente verso la preda. Ed è inutile dire che la caccia serve a procurare pelli e cibo, non solo diletto. Torna a casa e alla fine del 1885 è di nuovo con i suoi Ussari; tiene ad essi un ciclo di conferenze sull'esplorazione e le pubblica nello stesso anno con il titolo Istruzioni per la cavalleria. Poi due anni densi di mistero BP viene incaricato di missioni delicatissime in Germania, Russia e altrove. Se la cava utilizzando tutte le sue risorse. Cerca di scoprire le caratteristiche di nuove armi possedute da eserciti potenziali avversari della sua patria. Svolge anche questo servizio con estrema dignità risolvendo diverse situazioni difficili con ingegnose trovate, evitando di ricorrere alla violenza. Nel dicembre 1887 torna in Africa, aiutante di campo dei generale Smith. Nuove esperienze, nuove avventure fu allora che, dopo una notte trascorsa a curare un giovane zulù, udì per la prima volta l'Ingoyama, il bel canto rimase nel suo cuore ed egli più tardi io insegnò ai suoi scouts. 1889, già maggiore, tenta una nuova avventura l'esplorazione dello Zambesi. Con rammarico deve abbandonare il progetto avendo ricevuto un nuovo delicato incarico; fa parte di una commissione mista anglo-boera con la quale deve risalire il Transvaal verso lo Swaziland. li viaggio consente a BP d'inchiodare alle loro responsabilità alcuni avventurieri che avevano tentato d'inserirsi in quelle lontane terre. Dal 1890 al 1893 è a Malta, dapprima come segretario del governatore, poi come responsabile dell’Intelligence Service per tutto lo scacchiere mediterraneo. Conosce così l'Italia e gli altri paesi rivieraschi. BP aveva dello spionaggio militare un concetto chiaro lo considerava un servizio reso alla patria E in tale spirito lo svolgeva. Da queste esperienze trasse il libro Le avventure di una spia. Nel 1893 torna con i Dragoni Verdi ora di stanza in Irlanda. Alla fine dei 1895 è di nuovo in Africa nella Costa d'Oro è la campagna degli Ashanti. In essa BP organizzò e comandò le truppe d'avanguardia e sa fare così bene che un temuto conflitto si trasforma in opera pacificatrice senza alcun combattimento e senza nessuna vittima. L'operazione fa guadagnare a BP la prematurissima promozione a Tenente Colonnello. Nel 1896 pubblica sulla Campagna degli Ashanti il libro La caduta di Prempeh. E per dimostrarvi che non vi è molto di nuovo sotto il sole e che già allora la burocrazia non scherzava, ascoltate questa breve storia tratta appunto da quel volume “La colonna guidata da BP è numerosissima, undicimila soltanto i portatori. La marcia nella giungla più fitta dura già da una settimana tra grandi stenti. I collegamenti con il grosso dell'esercito pressoché‚ inesistenti. Finalmente un giorno giunge esausto più che trafelato un portatordini dei comando che, saluta BP e gli consegna un dispaccio. BP con legittima ansia lo apre e legge il testo seguente Da parte dell'ufficio di Cape Coast. Qual è la specifica ragione per la quale il foglio paga degli uomini è stato inviato scritto in una sola copia anziché‚ essere redatto sul modulo 0-1729 dell'esercito? Si prega dare risposta immediata a codesto comando superiore”. La storia non narra, purtroppo, i commenti e le espressioni di BP dopo la lettura. Ci piace immaginare salaci i primi e assai colorite le seconde ...  Intanto i Matabele si preparano alla Grande Danza, cioè a una nuova insurrezione, e improvvisamente attaccano miniere e fattorie, uccidendo quanti vi si trovano. Dove può essere inviato BP, considerato ormai esperto e validissimo per simili situazioni? In mezzo alla “grana” Matabele, naturalmente.

E tale è il successo che i Matabele lo soprannominano “IMPEESA” cioè  “il lupo che non dorme mai”, Nel corso di questa campagna mette per la prima volta piede nell'ancora oscura Mafeking, capolinea della ferrovia in quella regione. Non dimenticate questo nome lo ritroveremo presto e sarà legato per sempre a BP. Un nome e un oggetto arriveranno dal Matabeleiand, l'ineguagliabile cappellone a larga tesa che nessun basco potrà mai sostituire nella vita all'aperto d'un uomo dei boschi (cioè d'uno scout).  Dopo una fugace visita in Inghilterra, giusto il tempo di consegnare all'editore La campagna dei Matabele tratta dalle ormai famose lettere-diario, via si parte! Questa volta è l'india e spetta all'ormai colonnello BP comandare per la prima volta un reggimento di Dragoni è la primavera dei 1897, ha 40 anni. Due anni dura questa  nuova esperienza e in essa si rivela già l'educatore  originale. Non usa misure disciplinari (badate bene siamo in India, esercito inglese, anno di grazia 1897!), preferendo far leva sul senso dell'onore e dare fiducia. A un giovane ufficiale, cattivo soldato, dà un posto di alta responsabilità, il giovane adempie alla perfezione all'incarico e più tardi si copre di gloria. Crea una compagnia di esploratori e disegna per essi una “badge” corre l'anno 1897, è nato il giglio! Luglio 1899 salpa da Southampton per Città del Capo. La guerra anglo-boera è alle porte, BP viene nominato comandante in capo della frontiera nord occidentale e stabilisce il suo Quartier Generale nella zona di Mafeking (occhio quasi ci siamo!). La situazione precipita e BP prende tutta una serie di misure con un suo proclama inventa e arruola i Fucilieri dei Bechuanaland e forma compagnie di volontari. Fa sfollare a Città dei Capo donne e bambini. Più tardi la solerte amministrazione gli richiederà come “spesa personale” il prezzo dei biglietti ferroviari per tutte le persone fatte sfollare! L'8 ottobre invia a sua madre l'ultimo biglietto che comincia così “Un esercito di boeri su 3 colonne, della forza complessiva di 6-7000 uomini sta marciando su di noi “. Nove ottobre guerra! Comincia così il lungo, incredibile assedio di Mafeking destinato a trasformare un ottimo, ma sconosciuto ufficiale in un eroe nazionale. L’l1 aprile dell'anno successivo l'assedio dura ancora e la Regina Vittoria telegrafa personalmente a BP la sua fiduciosa ammirazione per la “risoluta difesa coraggiosamente perseguita sotto il vostro comando sempre ricco di risorse”.

Una colonna di Lord Roberts giunge e spezza definitivamente l'assedio durato 217 giorni, è la sera dei 16 maggio 1900 l'Inghilterra tutta esulta il 18 maggio allorché apprende la notizia e vive l'indimenticabile “notte di Mafeking” che sarà superata soltanto dalla “Notte della pace” 18 anni dopo alla fine della prima guerra mondiale. Durante l'assedio tra le altre “risorse”  BP ha fatto batter moneta disegnando personalmente le banconote, ha emesso francobolli (senza l'effige della Regina e sembra che questa un po’, gliene volle ... ) e costituito il Corpo dei Cadetti, con ragazzi dai 9 anni in su. La loro resistenza, il buon spirito e talora il loro eroismo colpiscono BP. E’ allora che si rende conto per la prima volta delle possibilità dello scouting per la gioventù.

Esce in questo periodo Aids to scouting e ottiene il primo grande successo non soltanto perché‚ rivoluziona l'addestramento militare, ma anche per i tanti consigli ragazzi e scuole lo adottano. Da esso e dai Cadetti di Mafeking nasce l'idea dello scautismo per la formazione dei giovani. Dopo Mafeking il trionfo a 43 anni su proposta di Lord Wolseley immediatamente accolta dalla Regina Vittoria, viene nominato maggior-generale, è il più giovane con tale grado di tutto l'esercito inglese. Nel viaggio da Mafeking liberata a Pretoria e sino a Città dei Capo, folle entusiaste lo acclamano al passaggio dei treno. Comincia a ricevere moltissime lettere da ragazzi e ragazze. Una di esse porta come indirizzo soltanto due lettere B.-P..

 

 

Dalla vita numero 1 alla vita numero 2

Il 20 gennaio 1901, concludendo una lettera al suo editore Methuen scrive “Ho davanti a me una bandiera, con uno strano motto, sotto la forma di una busta che una ragazza mi ha mandato e che porta per tutto indirizzo le lettere B. P.. Queste lettere hanno per me un senso nascosto. E’ una parola d'ordine che vorrei veder messa in pratica da ognuno sia in tempo di guerra che in tempo di pace per la vita e per la morte Be Prepared (sii preparato)”. Nello stesso anno getta le basi dei corpo di polizia sudafricana e considera questa come una delle più belle avventure della sua vita. Nel breve volgere di 8 mesi dà vita a un completo organismo di diecimila uomini, ben dotato di servizi e cavalli. Di esso, per sua volontà, fanno parte 2000 zulù e molti boeri, oltre agli inglesi e a uomini di molte altre nazionalità. BP guarda già oltre la fine della guerra ancora in corso, e pensa all'opera pacificatrice e di servizio che avrebbe potuto svolgere una polizia di nuova concezione. Dobbiamo ricordare che a Londra, ove BP era nato, il policeman è un'istituzione riguardata da tutti con simpatia e rispetto, ed è da parte sua sempre pronto a intervenire e aiutare tutti. E’ ancora il 1901, BP si ammala e torna in Inghilterra, ove lo attendono accoglienze incredibili quanto inaspettate. Egli fa di tutto per schivarle e si reca quasi di nascosto dal suo Re Edoardo VII, succeduto sul trono inglese alla vecchia sovrana Vittoria, che aveva regnato oltre mezzo secolo, dando il suo nome a tutta un'epoca. Il Re l'aveva convocato nel Castello di Balmoral per insignirlo dell'Ordine del Bagno (K.C.B.) una delle più alte onorificenze inglesi. Nel 1903, dopo un ultimo periodo africano, dedicato sempre ai corpo di polizia, viene nominato Ispettore Generale della Cavalleria per la Gran Bretagna e l'Irlanda. Con la serietà che lo distingue BP per prima cosa visita tutte le grandi scuole di cavalleria di Francia, Germania, Austria e Italia per rendersi conto della situazione negli altri paesi. Non è un improvvisatore e cerca sempre di documentarsi prima d'ogni nuova impresa. Questo criterio unisce, come un ponte ideale, la prima vita alla seconda nello stesso modo agirà prima di lanciare e organizzare il Movimento Scout. BP capo militare non può dirsi un genio, ma un innovatore scomodo a molti. E’ il 10 giugno 1907 BP quando viene messo quasi in pensione “a mezzo soldo” e inviato a studiare l’organizzazione delle truppe territoriali di riserva.

 

Non a caso lo stesso anno segna la fine effettiva della sua vita numero uno e la seconda vera nascita ideale di quest'uomo meraviglioso. Lo stesso 1907 infatti è l'anno di Brownsea e della stesura definitiva dello Scouting for boys, la cui prima dispensa apparirà nelle edicole con la data “Gennaio 1908”. BP è stato un militare, ma non un militarista, un educatore sempre. Preferiva, cercare soluzioni ingegnose e sfruttare ogni risorsa, piuttosto che ricorrere alla violenza e alla forza bruta. Tutti coloro, che erano stati affidati al suo comando, lo amavano e lo rispettavano, oltre ogni consueta misura, tutti i suoi avversari dagli Zulù ai boeri.. Mancano ancora circa quattro anni al fatale 1914, ma le linee di sviluppo apparivano nette al tenente-generale Baden-Powell, che indicò persino il periodo dell'anno in cui l'evento si sarebbe verificato intendiamoci non per doti magiche, ma in base alla deduzione. Il popolo inglese, e non soltanto quello (l'errore si ripeterà tre decenni dopo) si rifiutava di credere alla possibilità di una guerra e preferiva cullarsi al suono degli ultimi valzer della belle epoque. Quasi, un triste scotto che le democrazie, per loro natura amanti della pace e della libertà, pagano ricorrentemente nella storia, incoraggiando, senza volerlo, aggressioni e guerre. Questa “grana” diplomatica è davvero l'ultima, ormai il movimento scout sta prendendo piede e richiede sempre più tutte le sue cure. D'accordo con il Re presenta le dimissioni e la burocrazia, quasi a ironica conclusione, gioca il suo ultimo scherzo BP aveva fatto carriera troppo rapidamente raggiungendo il grado sommo di tenente generale a soli cinquant'anni, mentre il minimo previsto era di 62, quindi niente pensione! Ma Edoardo voleva un gran bene a BP e agli scouts, e come in una bella favola, rimedia tutto, anzi lo chiamò a Palazzo e lo fece “Sir”. Giustamente BP scrisse “L'uomo che quella sera si coricò nel mio letto era un uomo felice”.  Lasciato definitivamente l'esercito nel 1910, BP si occupa da allora soltanto del movimento scout sino alla fine della sua lunga operosa giornata terrena. Questo periodo, protrattosi oltre trent'anni, si conclude nel Kenya l'8 gennaio 1941, in piena seconda guerra mondiale, ed è quella che egli chiama “Seconda Vita”.  Storia della vita di BP e dello scautismo s'intrecciano assieme ai punto, che sarebbe errore (e delitto!) separarle. A entrambe appartiene, apparendo costantemente al suo fianco, un nuovo gentile personaggio Olave St. Claire Soames con cui si sposa nel 1912. E’ un matrimonio assai felice, allietato dalla nascita di tre figli, ma Lady Olave è anche compagna preziosa nella grande impresa e diviene capo e animatrice dei movimento scout femminile mondiale. Noi, a questo punto, come nei vecchi racconti dobbiamo fare un bel passo indietro per vedere quando, perché‚ come è nato lo scautismo. Abbiamo visto, che la prima definizione scritta di scouting militare, BP la dà nel 1881; poi pubblica sull'argomento tre libri, l'ultimo dei quali (Aids to scouting) con straordinario successo, ben al di fuori dell'ambiente al quale era destinato.

Lo scouting, come egli lo intendeva, traeva ispirazione e convinzione dalle sue stesse attività giovanili praticarlo era per lui naturale, studiarlo e perfezionarlo, logica conseguenza. Anno dopo anno cercava di migliorarlo mettendo a punto varie tecniche. Bastin dirà con rara efficacia che lo scautismo ha la sorgente nella vita stessa di BP e che in ciò forse è il segreto dei suo strabiliante successo pedagogico. Alla base di tutto lo scouting emerge la necessità di dotare gli uomini di un carattere forte, di un'intelligenza pronta e alienata a osservare e dedurre, di un corpo efficiente, d'una conoscenza e sintonia con la natura in tutte le sue forme ed espressioni, di una alta capacità d'adattamento all'imprevisto in ogni circostanza, di comprensione dei punto di vista degli altri. Si tratta di utilizzare questi punti-chiave per la formazione dei ragazzi. Spinta decisiva in questa direzione gli viene dalla grande notorietà del  “dopo Mafeking” che lo induce a porsi una serie di inquietanti interrogativi.  Cominciai a intravedere la risposta nel 1901- 1903, quando ancora mi trovavo nell'Africa dei Sud. In quest'epoca infatti ricevevo da tutte le parti delle lettere di ragazzi e di giovanette di cui avevo destato l’interesse, e con i quali mi venivo a trovare in relazioni personali. Lord Allenby fu un giorno molto stupito di trovare il suo ragazzetto inerpicato con la governante su un albero, dove si era messo - in imboscata -. La giovane donna spiegò allora che ella era stata all'istituto di Educazione di miss Mason, dove il mio libro Aids to scouting veniva usato come manuale per l'insegnamento della osservazione e della deduzione”. Per BP sono queste le prime indicazioni concrete del valore educativo dello scouting civile. Al ritorno in Inghilterra quattro fatti concomitanti contribuiscono a fargli intraprendere la nuova strada le tante lettere che continua a ricevere da ragazzi e ragazze, le esperienze con i ragazzi esploratori in Africa,  l’interesse per lo scouting del mondo più avanzato e aperto della scuola e dell'educazione, l'incontro, forse decisivo, con sir William Smith (Un quinto aspetto, non catalogabile come “fatto” e basta, balza evidente anche dal brano che abbiamo citato, ed è la profonda religiosità di BP e la sua fede in Dio). Sir William Smith era il fondatore della Boys Brigade, un corpo che contava allora in Inghilterra oltre 50.000 ragazzi e diversi anni di vita. Estremamente interessato allo scout¡ng di BP, lo invita, subito dopo l'arrivo a Southampton dal Sud Africa, alla manifestazione annuale della Brigata nella Albert Hall di Londra. BP accetta e questo è il suo primo incontro con una numerosa assemblea di giovani. Nel 1904 BP comincia a buttar già un primo schema di programma destinato ai giovani. Nel 1905 partecipa a Glasgow, al fianco di Smith, al raduno della Brigata, che celebra il ventunesimo anniversario della fondazione. Da quella esperienza BP prende coscienza, che vi sono numerosissimi ragazzi, pronti ad attuare un programma, che abbia per loro attrattiva e molti adulti pronti a dedicare il loro tempo e le loro forze al servizio di una tale opera. Smith lo incoraggia a scrivere un libro destinato a una versione per la gioventù dall'Aids to scouting, BP accetta e si mette al lavoro. Agli inizi del 1906 invia in lettura a Smith la prima stesura dello Scouting for boys. Due anni esatti dovranno ancora trascorrere, prima che in edicola si trovi la dispensa n. 1 dell'opera che, possiamo ben dirlo, era destinata a rivoluzionare il mondo educativo dei secolo XX. BP non è nemmeno questa volta un improvvisatore e procede con estrema cautela, cercando di non commettere errori; forse pensa, non certo a torto, che chi ben comincia...

Intanto fa nuovi importanti incontri con l'editore sir Arthur Pearson e con sir Percy Everett, che diviene ben presto il suo braccio destro. Nel 1907 completa lo studio del metodi per i giovani, in uso nelle varie nazioni e nei vari tempi, documentandosi anche con appositi viaggi. Naturalmente non si sofferma soltanto su quanto avviene in Europa e in America, ma fa anche tesoro delle sue antiche osservazioni sul popolo zulù che ama e ammira sin dalle prime esperienze africane. Ormai è pronto per un “collaudo” pratico, vuole mettere alla prova i principi dei nuovo metodo. Organizza un campo in luogo adatto, lontano dal pubblico e dai giornalisti, per dedicarsi con tutta tranquillità all'esperimento. La scelta cade sull'isola di Brownsea nella baia di Poole Harbour e, sono sue parole, “là vi riunii un gruppo di ragazzi di tutte le classi sociali e di tutti gli ambienti”. Solo dopo l'entusiasmante riuscita dell'esperimento dà l’0K all'uscita dello Scouting for boys. Aveva ormai superato l'ultima grossa incertezza offrire il suo metodo alle organizzazioni giovanili già esistenti (come chiedevano Smith e altri), oppure tendere alla formazione di un movimento autonomo. Del dubbio conservano certa traccia le stesse prime edizioni dello Scouting for boys “In origine non s'intendeva che i Giovani Esploratori dovessero formare un Corpo separato dagli altri, ma che i ragazzi appartenenti ad altre organizzazioni, come sarebbero scuole, club di football, congregazioni di culto, manifatture, fattorini comunali, servizio telegrafico, Corpo dei Cadetti ecc., avrebbero preso anche loro lo scautismo in aggiunta alle altre loro occupazioni”. Già il cortese rifiuto opposto a Smith che generosamente offre a BP la guida della Boys Brigade indica del resto che il grande passo è maturato e deciso movimento autonomo. BP e i suoi primi collaboratori avvertono che la carica innovatrice e dirompente dello scautismo non può essere racchiusa in altri schemi diversamente precostituiti.

Dallo scautismo al lupettismo

Per arrivare a definire lo scopo dello scautismo BP aveva fatto quella che oggi con termine assai corrente si chiama “analisi” (magari della società ...) sintetizzandola così. Le condizioni artificiose della vita moderna “producono” membri dei gregge comune. La formazione si trova a dover fronteggiare nuove difficoltà un istinto gregario sempre più forte, gli effetti dei mezzi di comunicazione di massa (i mass-media stampa, radio, cinema e da qualche anno televisione), il sempre più facile accesso ai piaceri malsani (sesso, alcool, droga, gioco d'azzardo). “Con la moderna estensione di città, villaggi e fabbriche, di grandi strade asfaltate e di linee telefoniche, telegrafiche ed elettriche, e di tutto ciò insomma che chiamiamo “civiltà”, la natura viene respinta sempre più lontano dagli uomini; le sue bellezze e i suoi miracoli ci diventano estranei, e le nostre affinità personali con la creazione divina si perdono nella vita materialistica della folla, con le sue deprimenti condizioni di lavoro e la pazza ricerca dei piacere, fra le spaventose costruzioni elevate dall'uomo. La natura viene cacciata fuori dalla nostra vita, e viene sostituita dall'artificiale; e grazie a motociclette, automobili e ascensori le nostre gambe finiranno coll'atrofizzarsi per mancanza di esercizio, e i nostri figli avranno forse dei cervelli smisurati, ma non dei muscoli”. Passiamo ai MEZZI BP si propone di rendere il movimento attraente per i giovani, che dovevano liberamente e spontaneamente affluirvi.

 

Fonda perciò l'intero progetto sul principio di un gioco educativo, di un divertimento che conduca il ragazzo a poco a poco ad autoeducarsi. BP a questo punto narra, ironicamente, d'aver scartato l'idea di chiamarlo ad esempio “Società per la propaganda delle qualità morali” perché‚ un tal nome non avrebbe entusiasmato i giovani, Scautismo invece proponeva al bisogno d'azione di un ragazzo normale la prospettiva di diventare lui stesso un vero scout. L'istinto dei ragazzo di vivere in “banda” sarebbe stato soddisfatto coi farlo divenire membro di un reparto e di una squadriglia. L'uniforme poi non avrebbe costituito soltanto un'attrattiva, ma avrebbe significato fraternità, perché una volta adottata da tutti avrebbe soppresso tra gli scouts ogni differenza. I distintivi avrebbero dimostrato i progressi realizzati e le “specialità” conquistate mediante sforzi personali. La scienza dell'uomo dei boschi veniva messa alla portata d'ogni ragazzo di città, che avrebbe così imparato ad accamparsi bene, seguire tracce, osservare la vita delle piante e degli animali, cuocersi il cibo da sé. E poiché‚ è convinzione di BP che non si guida un ragazzo con dei “non fare questo”, ma dicendogli “fa' quello” oppure, meglio ancora “facciamo così”, stabilì la legge degli scouts. Ricordandola anni dopo, la sintetizzò così onore, disciplina personale, cortesia, coraggio, lealtà, senso altruista dei dovere e servizio dei prossimo sotto l'insegna della religione. La legge è fatta in modo da essere una guida per gli atti dello scout e non uno strumento di repressione dei suoi difetti. Essa cerca di definire ciò che è bene e ciò che ci si attende da lui. A essa si ricollega la promessa che impegna, secondo le precise intenzioni di BP, ogni scout a fare dei suo meglio, per compiere il proprio dovere verso Dio e verso la patria, per compiere ogni giorno una buona azione e per osservare, appunto, la legge scout. Accanto a questi pilastri, BP colloca altri elementi, ognuno, a suo modo, indispensabile e significante , il distintivo, emblema del movimento, costituito da un giglio (fiordaliso) ispirato da quello di Flavio Gioia per la bussola e da allora usato universalmente per indicare il nord sulle carte; esso significa questo (sono le parole esatte di BP) “il giglio indica la buona direzione (e l'alto) senza piegare né‚ a destra né‚ a sinistra, che significherebbe poi tornare indietro. Le due stelle laterali rappresentano gli occhi dei lupetto che si sono aperti, prima che divenisse esploratore (due stelle). Le tre punte dei giglio ricordano i tre punti della promessa. “Il motto è: Be prepared” felicemente ritradotto in latino alla fondazione della prima ASCI (1916) con l'evangelico “Estote parati”. Il nodo, ricorda la buona azione ed è divenuto col tempo, collocato nell'insegna internazionale intorno al giglio e al motto, simbolo dell'unità dello scautismo mondiale e della fraternità internazionale. Il saluto con le tre dita ricorda le tre parti della promessa e va fatto, quando scout incontra scout più giovane o più anziano che sia e quando si alza la bandiera nazionale e dello scautismo. Il saluto è un segno fra gente per bene, diceva BP, ed è un privilegio poter salutare per primo il prossimo. Oltre al saluto tra scout, si usa la stretta di mano sinistra, in segno di pace. Inoltre è parte fondamentale dei programma scout il “sentiero” da percorrere, superando prove con progressione graduale commisurata alla capacità di sforzo individuale. Circa l'ORGANIZZAZIONE dei movimento essa prevedeva inizialmente soltanto reparti esploratori, divisi in 4 squadriglie (o pattuglie). Le squadriglie formate da 8 ragazzi di diversa età dai 12 ai 17 anni, in modo da consentire il trapasso delle nozioni dai più anziani ai più giovani, la formazione di tradizioni di squadriglia, dalla quale ogni anno sarebbero usciti uno o due anziani ed entrati altrettanti novizi (Piedi Teneri). L'orizzontalità, con l'uscita in massa avrebbe “ucciso” ogni qualche anno la squadriglia e impedito il trapasso.

La pubblicazione dello Scouting for boys, dapprima in 6 dispense quindicinali, poi in volume, ottiene un successo strepitoso. Le ristampe (e le edizioni) si succedono una dopo l'altra ed i reparti e le squadriglie cominciano a sorgere come funghi, con e senza l'aiuto di adulti. La risposta dei ragazzi non avrebbe potuto essere più pronta e concretamente fattiva. Il movimento si estende con una rapidità imprevista e imprevedibile anche dai più ottimisti e supera ben presto i pur estesi confini. Il 14 aprile 1908 appare il primo numero di “The scout” per i ragazzi esploratori, nel luglio 1909 per i Capi uscirà la “Gazzetta del Quartier Generale” (poi “The scouter”). Al Palazzo di Cristallo nel 1909, un solo anno dopo il lancio, migliaia di scouts in uniforme sfilano davanti a BP e, tra essi, con sua sorpresa, numerose ragazze anch'esse in uniforme. Nell'estate dello stesso anno, BP si reca nell'America dei Sud e viene accolto a Buenos Ayres di scouts entusiasti. In un anno lo scautismo aveva varcato l'Atlantico ed era anche sulle coste dei Pacifico. Nel Cile e in altre nazioni si avevano notizie sul sorgere dei movimento. Nell'estate 1910 BP invita due squadriglie a fare con lui un viaggio negli Stati Uniti e nel Canada. Riceve bellissime accoglienze e il 2 settembre un grande pranzo viene offerto in suo onore nella città di New York. Il presidente Theodor Roosvelt gli esprime il suo entusiasmo per il metodo e il movimento. Ormai lo scautismo è chiaramente diventato un vero e proprio fenomeno di dimensioni mondiali. Morto re Edoardo VII, Giorgio V, nuovo sovrano d’Inghilterra, riconferma la sua fiducia nello scautismo ed il 4 luglio 1911, 30.000 scouts si riuniscono attorno a lui nel parco di Windsor. Nel 1912 B P fa il giro dei mondo per studiare i problemi dello scautismo anche nei più lontani paesi. Va in Cina, in Giappone, in Australia, in Nuova Zelanda, in Africa. Durante questo viaggio avviene l'incontro decisivo per la sua vita con la giovane Olave St. Claire Soames classico colpo di fulmine malgrado la differenza d'età (BP ha già 55 anni), dopo poco il matrimonio . Nel 1913 nascerà il primo figlio Peter, seguito da Heather nel 1915 e Betty nel 1917. Nel gennaio 1913 BP e Lady Olave vanno in Algeria e visitano anche l'Italia, ove hanno a Napoli il primo incontro con esploratori italiani. Successivamente inaugura a Birminghan la prima grande mostra di lavori manuali fatti da scouts. Come in tutte le cose della vita non c'erano rose senza spine, neppure nei primi anni dello scautismo. Sin dai primo anno BP dovette tener testa a numerosi tentativi deviazionistici.

Ricorderemo tra gli altri quello di John Hargrave con un troppo accentuato indianismo, altri con soverchia cavalleria medievalistica e persino uno improntato al donchisciottismo! A tutti BP rispondeva che il movimento poteva essere vitale a condizione di portare con sé, come la vita, la sua sorgente. BP incontrò anche un altro pericoloso nemico l'ironia. Pensate un po' all'ambiente inglese dei primo decennio post-vittoriano e all'effetto che doveva fare, nella Londra di quel tempo, un notissimo generale dell'esercito che s'aggirava in pantaloni corti attorniato da ragazzi che lo acclamavano urlando. Probabilmente solo con grande sforzo riusciamo a renderci conto della reazione che producevano tali scene in un ambiente compassato e formalista quant'altri mai. Perché‚ BP si comportava così e chiedeva lo stesso stile a tutti i Capi? Non certo per eccentricità, nè‚ per esibizionismo. ti suo scopo era semplice entrare in contatto con i ragazzi superando così la barriera che troppo spesso separa l'adulto dal loro mondo. Era dalla loro parte, ed essi lo capivano perfettamente! Altre due accuse contemporaneamente rivolte, da opposte rive, allo scautismo furono quelle di militarismo e pacifismo. BP fu lieto che gli venissero mosse quasi insieme cosi si eliminavano a vicenda. A entrambe rispose subito, ricordando agli uni che lo scautismo non consisteva nel “far rullare i tamburi” esso era la vita stessa dei ragazzi a contatto con la natura, all'aria aperta. Agli altri precisò che lo scautismo incoraggiava i ragazzi a pensare in termini di pace, d'amicizia, di fratellanza universale al di là d'ogni differenza di classe, razza o religione, ma che ciò non avrebbe impedito ai ragazzi, formatisi con il suo sistema, di porsi al servizio della propria patria, ogni qualvolta essa avesse avuto bisogno di loro. Egli insisteva con gli uni e con gli altri che non si doveva mai cadere nell'“allevamento di macchine”, cioè di nuove masse collettivizzate, bensì sviluppare individualmente ogni singola persona e formarne il carattere. Seguono dal 1914 al 1918 gli anni duri della prima grande guerra mondiale, ma lo scautismo supererà anche questa terribile prova. Anzi proprio nel cuore d'essa, nel 1916, BP pubblica 11 manuale dei lupetti e lancia la nuova branca per l'età 8-12 anni. Già da anni all'interno dello scautismo si era profilato un grosso problema metodologico ed organizzativo quello dei ragazzi troppo piccoli per essere ammessi nei reparti, ma che, sempre più numerosi, volevano vivere lo scouting. Due ordini concomitanti di considerazioni spinsero BP e i suoi collaboratori a ricercare una soluzione razionale ed efficiente a tale questione il problema veniva continuamente posto e riproposto dalle più svariate parti come urgente, indilazionabile e insolubile con le strutture esistenti; l'età 8-12 anni si rivelava in sede di studio e sperimentazione estremamente importante per la formazione dei carattere. Molti studi successivi, specie nell'ambito della psicologia sperimentale dell’età evolutiva, confermarono ampiamente tale posizione. I primi scritti pubblicati da BP sul problema risalgono al 1913, in essi afferma la necessità di una organizzazione separata e la sua ferma convinzione nel valore metodologico di tale iniziativa. All'inizio dell'anno successivo il fido Everett pubblica il primo piano d'azione comprendente l'abbozzo dei metodo per bambini in elaborazione. Vi è già in esso il saluto, la promessa, qualche prova e il distintivo una testa di lupo. L'edizione di un più completo manuale, opera dello stesso BP, viene preannunciata e prevista a breve scadenza, ma lo scoppio della prima guerra mondiale, nell'agosto di quell'anno, sconvolge tutti i programmi. Piombano sullo scautismo in generale e su quello inglese in particolare, problemi immani. t noto come nei primi giorni di guerra gli scouts inglesi con pronta mobilitazione assumessero persino la vigilanza di tutte le coste, mantenendola finché‚ non furono rilevati dalle forze regolari. L'uscita dei libro ritardò così sino al 1916 e nel frattempo esso venne perfezionato.

Gli ultimi anni

Nel 1919 W. F. de Bois Maclaren dona a BP e al Movimento Gi1well Park. Nasce così la tradizione dei campi scuola, destinati a mantenere in rotta lo scautismo mondiale. Non a caso, lungo tutta la sua seconda vita, BP continua a preoccuparsi dei pericoli di deviazioni e continua a raccomandare la rilettura annuale dello Scouting for boys e dei testi fondamentali. Egli così schivo e modesto insiste periodicamente in questa richiesta, non per presunzione o superbia, bensì perché‚ consapevole delle scure ombre che gravano sullo scautismo. Ecco che i campi scuola di Gi1well Park, ai quali affluiscono via via gli esponenti più qualificati dello scautismo mondiale, cercano di limitare i pericoli di distorsioni ideologiche e pratiche dei metodo e dei movimento. In parte, solo in parte, sono riusciti nell'intento, ma certamente senza di essi la situazione sarebbe ben peggiore. 1920 Primo Jamboree mondiale a Olimpia. In esso BP viene acclamato Capo Scout mondiate. Nascono in quell’occasione il Comitato e l'Ufficio Internazionali. Jamboree, Indaba e Rover Moot si susseguono durante la vita di BP. Per averne una visione completa inseriamo in queste pagine un quadro di essi.

JAMBOREE, CONFERENZE INTERNAZIONALI E ROVER MOOT SVOLTISI MENTRE BP ERA IN VITA
1920 - Primo Jamboree mondiale a Olimpia in Londra (30 luglio-7 agosto)
BP viene nominato Capo Scout mondiale (7 agosto)
Prima Conferenza Scout internazionale (spontanea e non formale)
1922 - Seconda Conferenza Scout Internazionale a Parigi (Luglio)
1924 - Secondo Jamboree mondiale a Copenaghen (10/18 Agosto)
Terza Conferenza Scout Internazionale a Copenaghen (Agosto)
1926 - Quarta Conferenza Scout Internazionale a Kandersteg (fine Agosto)
1929 - Terzo Jamboree “della maggiore età” a Arrowe Park, Birkenhead (31 Luglio-13 Agosto)
Quinta Conferenza Scout Internazionale (Agosto)
BP viene creato Pari d’Inghilterra e assume il titolo di Lord of Gilwell1931 - Sesta Conferenza Scout Internazionale a Baden-Bei-Wein, (Austria)
 Primo Rover Moot a Kandersteg
 
1933 - Quarto Jamboree mondiale a Godollo, Ungheria
Settima Conferenza Scout Internazionale a Godollo
1935 -Secondo Rover Moot a Ingar¢, Svezia (Luglio)
Ottava Conferenza Scout Internazionale a Stoccolma
1937 - Quinto Jamboree mondiale a Vogelenzang, Olanda (Addio di BP ai ragazzi)
Nona Conferenza Scout Internazionale all'Aia (Addio di BP ai Capi)
Prima della morte di BP si svolsero ancora tre gran di incontri internazionali, ma da essi BP, che aveva  partecipato a tutti i precedenti, fu assente per l'ormai tarda età e declinante salute
1938 Prima Conferenza mondiale Akela (Capi Branco) a Gilwell-Park (Luglio)
1939 Terzo Rover Moot a Monzie Castle, Scozia (Luglio)
Decima Conferenza Scout Internazionale a Edimburgo
Gli ultimi dodici anni di vita furono consacrati, sino all'ultimo giorno di vita, allo scautismo. Vengono spesi in viaggi, incontri e, come sempre, articoli per “Scout” e “Scouter”. Dalla loro fondazione alla vigilia della sua morte, mai BP mancò d'esser presente su quelle pagine, rivolgendosi così periodicamente sia ai ragazzi, che ai capi, in un colloquio ininterrotto. Il nostro buon Capo ci ha lasciato con questi innumerevoli scritti una miniera preziosa e quasi del tutto inesplorata. Durante questi anni incontra giornalisti ed esponenti politici e religiosi di tutto il mondo, dal Papa ai capi di stato. La sua vita, felice e piena, declina al tramonto nel Kenya, mentre nel mondo divampa la seconda guerra mondiale, motivo di dolore grandissimo, che ne affretta forse la fine, piegando la vecchia quercia. Eppure ancora nei suoi ultimi scritti, egli guarda al “dopo” con fiducia negli uomini e fede in Dio. Dalla sua casa di Nyeri vede le montagne; dal  letto attraverso la finestra traccia un ultimo acquerello. Sotto a esso scrive con grafia, per la prima volta incerta, la parola “PAX”.
E’ l'8 gennaio 1941.
Una semplice pietra, su essa soltanto il suo nome e i due distintivi internazionali degli scouts e delle guide.
Là riposa il nostro Capo dopo aver speso ogni giorno della sua vita per la felicità degli altri, trovando in essa la sua. Tutti noi scouts gli dobbiamo certamente qualcosa della nostra vita e della nostra felicità, cerchiamo di ricordarlo e di non tradire la preziosa eredità che ha lasciato alle nostre generazioni e a quelle che verranno: lo scautismo.

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