Dalla nascita a Mafeking
Robert
Stephenson Smyth Powell nacque a Londra il 22 febbraio 1857. Era di
famiglia antica, ma non nobile, non si chiamava allora nemmeno Baden
Powell. Soltanto nel 1902 un rescritto reale autorizzò il secondo
cognome. Era figlio di un pastore protestante, dodicesimo di quattordici
figli, settimo maschio di quella bella tribù. A soli tre anni rimase
orfano dei padre e la mamma donna eccezionale, restò sola a tirar su
quel battaglione di figliuoli. La mamma di BP era una donna
meravigliosa, un'educatrice formidabile e in mezzo a grandi sacrifici li
aiutò a crescere bene, a studiare, a trovare le rispettive strade nella
vita. Nessuno dei 14 la imboccò sbagliata e questa non fu davvero
impresa da poco BP nutrì sempre per lei non solo amore, ma ammirazione e
quando nel 1914 ella morì le dedicò alcune pagine, forse tra le sue
migliori. A scuola BP non eccelleva di certo. Narra anzi che un giorno,
quando volle far vedere al figlio Peter, che aveva preso brutti voti, le
sue pagelle per incitarlo a far meglio “... vedi figliuolo, anche tuo
padre ai suoi tempi studiava ...”, scorrendo gli ingialliti documenti
scolastici prese a passarli sempre più velocemente, rabbuiandosi
progressivamente in volto e concludendo con uno sbrigativo “Beh!
insomma, mi hai capito vero? Cerca di far meglio”! Chi si fosse trovato
a sbirciare dietro le sue spalle avrebbe letto frasi come “puoi fare
molto di più” e “in questo
trimestre non si è applicato affatto” e altre simili (o peggio) ben note
anche a diversi di noi ... A otto anni scrisse delle Leggi per quando
sarà vecchio, sentitene qualcuna “Farò in modo che i poveri siano ricchi
quanto noi. Essi debbono, come noi, avere diritto alla felicità. Tutti
coloro che traverseranno un crocicchio daranno un po' di denaro ai
poveri spazzini e ringrazieranno Dio per ciò che egli ha loro donato.
Dio ha fatto i poveri e i ricchi, ma io vi posso dire ciò che si deve
fare per essere buoni. Bisogna pregare Dio tutte le volte che si può;
ma, dato che non si può essere buoni solamente pregando, bisogna anche
sforzarsi e fare di tutto per arrivare a essere buoni. La firma R.S.S.
Powell. Era la fine di febbraio dei 1865. A parte alcune sfumature, oggi
stridenti, pensiamo che ogni Akela sarebbe lieto che un suo cucciolo si
esprimesse così. Gli piaceva immensamente recitare. La prima volta calcò
le scene in una commedia scolastica dal titolo non proprio originale “A
genitori e professori”. Considerò sempre la recitazione un'arte preziosa
per formare lo spirito, per acquisire l'abitudine di esprimersi e parlare
in pubblico, per imparare a “entrare nella pelle” di un
personaggio. Amava scorrazzare nei boschi vicini al collegio di Charterhouse.
In essi cominciò a conoscere, amare e vivere a contatto con la natura.
Strisciava,
cercava tracce, osservava la vita degli animali, si nascondeva sugli
alberi. Senza accorgersene acquistava l'abitudine di notare piccoli
particolari in altri termini faceva passi avanti nella osservazione e
nella deduzione. D'estate durante le vacanze con i fratelli, costruiva
assieme a loro capanne, reti da pesca e una volta persino un battello che
usavano felici per andare in gita sul fiume. Aveva imparato molto presto a
disegnare ed è stato sempre convinto che in ogni essere umano esiste un
bisogno innato di esprimersi attraverso l'arte, letteratura o poesia,
musica o teatro, disegno o scultura
Scriveva a casa ogni settimana e mantenne questa abitudine finché‚ visse
la madre, ovunque si trovasse, e le sue lettere contenevano sempre
schizzi che le rendevano un gustosissimo diario illustrato. Da una
piccola parte di questo ricco materiale trasse alcuni libri, la maggior
parte è, purtroppo, tutt'ora inedita. Nel 187 6, a 19 anni, concluse i
suoi studi e si pose il problema della strada da intraprendere. Consulta
Oxford un vecchio amico di suo padre, Jowett, celebre professore di
Balliol, e dopo un lungo colloquio venne sconsigliato dall'intraprendere
quei severissimi studi. Per la verità un altro professore di Crist
Church si espresse in modo un po' più favorevole. Intanto però la
questione dei suo avvenire stava per risolversi in maniera ben differente.
Dopo qualche incertezza si presentò, con scarse speranze date le sue non
brillanti note scolastiche, a un concorso per entrare nell'esercito. Su
700 candidati si classificò secondo nella cavalleria e quarto nella
fanteria! Ciò lo esentò dall'accademia militare di Sandhurst e il 1
settembre di quello stesso anno ebbe la nomina a sottotenente nel 130
reggimento Ussari. Il reggimento era in India e il giovane ufficiale
giunse a Bombay il 6 dicembre 1876. Restò in India otto anni densi di
esperienze di pace e di guerra, di sport e di caccia. Conobbe un mondo
nuovo, il suo vero incontro con Kipling scaturì allora. La sua vita era
intensa, non si lasciava andare alla piatta noia della guarnigione.
Collaborava a due giornali inglesi, organizzava trattenimenti e recite,
era considerato un brillante animatore. Nello svolgimento delle sue
mansioni era preciso e non lasciava mai le cose a metà. Nel 1881, quinto
anno di vita indiana, troviamo per la prima volta in forma esplicita lo
scouting e la sua prima definizione in senso nettamente militare “Lo scouting o scienza dell'esplorazione differisce dallo spionaggio in
quanto consiste nel raccogliere informazioni sul nemico o sul suo paese
nel corso ordinario della carriera militare. Machiavelli, già nell'anno
1560, dava una definizione dell'esploratore - E non mi pare avere
trovato, appresso agli antichi, che per guardare il campo la notte
tenessero guardie fuora de' fossi discosto, come si usa oggi, le quali
chiamano ascolte. Il che credo facessero, pensando che facilmente lo
esercito ne potesse restare ingannato per la difficoltà
che è nei rivederle, e per potere essere quelle o corrotte o
oppresse dal nimico; in modo che fidarsi o in parte o in tutto di loro
giudicavano pericoloso”. Ciò vuol
dire che venivano usati gli esploratori invece degli avamposti. Si è
potuto dire “Non
c'è stata battaglia nella storia che non sia stata vinta o perduta, in
proporzione dei valore della ricognizione preventiva”. Nonostante
l'importanza capitale di tale ricognizione, non esisteva quando entrai
nell'esercito, alcun insegnamento relativo a questa branca essenziale
della carriera militare. S'imparava, è vero, a disegnare una carta, a
redigere rapporti, ma ciò che non ci veniva insegnato era il modo di
riuscire a ottenere la sostanza di questi rapporti, n‚ quella di
raccogliere fatti sul nemico stesso. Ho inteso con le mie orecchie
definire l'ufficiale inglese di quel tempo come “tanto ignorante della
scienza dei l'esplorazione quanto uno scimpanzé‚ di
pattinaggio”. Nel 1883 viene nominato già Aiutante Maggiore e
Capitano. L'anno dopo il 13mo Ussari - i famosi Dragoni Verdi -
s'imbarcano per ritornare in patria. BP fa ormai parte dello stato
maggiore reggimentale Mentre la nave s'avvicina a Suez riceve
improvvisamente l'ordine di cambiare la rotta e dirigersi verso Durban
(Sud Africa) ove vi è uno stato di perenne tensione secolare tra wjiesi
e boeri; ogni tanto la situazione si acutizza e occorrono rinforzi per
fronteggiare gli eventi. In quella particolare circostanza tutto si
sviluppa per il momento in senso favorevole alla pace. Gli Ussari
ritornano in Inghilterra, ma BP con alcuni altri ufficiali, ottenuta una
lunga licenza, preferisce risalire l'Africa verso il Bechuanaland ove si
trova come consigliere politico il fratello maggiore Giorgio.
Quante
cose nuove ha modo di osservare da come gli indigeni si fabbricano le
sigarette arrotolando il tabacco dentro a foglie di banano, alla vita di
quelle popolazioni, al loro modo di cacciare, cantare, danzare, iniziare
i figliuoli alla vita. E un uomo assetato di conoscere gli altri, di far
tesoro dei libro della natura e dell'uomo in essa, sempre aperto,
ovunque, attorno a chi sa e vuole leggerlo. Gli indigeni lo ammirano e
gli danno il soprannome di M'HLALA PANZI cioè “l'uomo che si sdraia per
uccidere” per l'abilità con la
quale s'apposta e striscia silenziosamente verso la preda. Ed è inutile
dire che la caccia serve a procurare pelli e cibo, non solo diletto.
Torna a casa e alla fine del 1885 è di nuovo con i suoi Ussari; tiene ad
essi un ciclo di conferenze sull'esplorazione e le pubblica nello stesso
anno con il titolo Istruzioni per la cavalleria. Poi due anni densi di
mistero BP viene incaricato di missioni delicatissime in Germania,
Russia e altrove. Se la cava utilizzando tutte le sue risorse. Cerca di
scoprire le caratteristiche di nuove armi possedute da eserciti
potenziali avversari della sua patria. Svolge anche questo servizio con
estrema dignità risolvendo diverse situazioni difficili con ingegnose
trovate, evitando di ricorrere alla violenza. Nel dicembre 1887 torna in
Africa, aiutante di campo dei generale Smith. Nuove esperienze, nuove
avventure fu allora che, dopo una notte trascorsa a curare un giovane
zulù, udì per la prima volta l'Ingoyama, il bel canto rimase nel suo
cuore ed egli più tardi io insegnò ai suoi scouts. 1889, già maggiore,
tenta una nuova avventura l'esplorazione dello Zambesi. Con rammarico
deve
abbandonare
il progetto avendo ricevuto un nuovo delicato incarico; fa parte di una
commissione mista anglo-boera con la quale deve risalire il Transvaal
verso lo Swaziland. li viaggio consente a BP d'inchiodare alle loro
responsabilità alcuni avventurieri che avevano tentato d'inserirsi in
quelle lontane terre. Dal 1890 al 1893 è a Malta, dapprima come
segretario del governatore, poi come responsabile dell’Intelligence
Service per tutto lo scacchiere mediterraneo. Conosce così l'Italia e
gli altri paesi rivieraschi. BP aveva dello spionaggio militare un
concetto chiaro lo considerava un servizio reso alla patria E in tale
spirito lo svolgeva. Da queste esperienze trasse il libro Le avventure
di una spia. Nel 1893 torna con i Dragoni Verdi ora di stanza in
Irlanda. Alla fine dei 1895 è di nuovo in Africa nella Costa d'Oro è la
campagna degli Ashanti. In essa BP organizzò e comandò le truppe
d'avanguardia e sa fare così bene che un temuto conflitto si trasforma
in opera pacificatrice senza alcun combattimento e senza nessuna
vittima. L'operazione fa guadagnare a BP la prematurissima promozione a
Tenente Colonnello. Nel 1896 pubblica sulla Campagna degli Ashanti il
libro La caduta di Prempeh. E per dimostrarvi che non vi è molto di
nuovo sotto il sole e che già allora la burocrazia non scherzava,
ascoltate questa breve storia tratta appunto da quel volume “La colonna
guidata da BP è numerosissima, undicimila soltanto i portatori. La
marcia nella giungla più fitta dura già da una settimana tra grandi
stenti. I collegamenti con il grosso dell'esercito pressoché‚
inesistenti. Finalmente un giorno giunge esausto più che trafelato un
portatordini dei comando che, saluta BP e gli consegna un dispaccio. BP
con legittima ansia lo apre e legge il testo seguente Da parte
dell'ufficio di Cape Coast. Qual è la specifica ragione per la quale il
foglio paga degli uomini è stato inviato scritto in una sola copia
anziché‚ essere redatto sul modulo 0-1729 dell'esercito? Si prega dare
risposta immediata a codesto comando superiore”. La storia non narra,
purtroppo, i commenti e le espressioni di BP dopo la lettura. Ci piace
immaginare salaci i primi e assai colorite le seconde ...
Intanto i Matabele si preparano alla Grande Danza, cioè a una
nuova insurrezione, e improvvisamente attaccano miniere e fattorie,
uccidendo quanti vi si trovano. Dove può essere inviato BP, considerato
ormai esperto e validissimo per simili situazioni? In mezzo alla “grana”
Matabele, naturalmente.
 E
tale è il successo che i Matabele lo soprannominano “IMPEESA” cioè
“il lupo che non dorme mai”, Nel corso di questa campagna mette
per la prima volta piede nell'ancora oscura Mafeking, capolinea della
ferrovia in quella regione. Non dimenticate questo nome lo ritroveremo
presto e sarà legato per sempre a BP. Un nome e un oggetto arriveranno
dal Matabeleiand, l'ineguagliabile cappellone a larga tesa che nessun
basco potrà mai sostituire nella vita all'aperto d'un uomo dei boschi
(cioè d'uno scout). Dopo una
fugace visita in Inghilterra, giusto il tempo di consegnare all'editore
La campagna dei Matabele tratta dalle ormai famose lettere-diario, via
si parte! Questa volta è l'india e spetta all'ormai colonnello BP
comandare per la prima volta un reggimento di Dragoni è la primavera dei
1897, ha 40 anni. Due anni dura questa
nuova esperienza e in essa si rivela già l'educatore
originale. Non usa misure disciplinari (badate bene siamo in
India, esercito inglese, anno di grazia 1897!), preferendo far leva sul
senso dell'onore e dare fiducia. A un giovane ufficiale, cattivo
soldato, dà un posto di alta responsabilità, il giovane adempie alla
perfezione all'incarico e più tardi si copre di gloria. Crea una
compagnia di esploratori e disegna per essi una “badge” corre l'anno
1897, è nato il giglio! Luglio 1899 salpa da Southampton per Città del
Capo. La guerra anglo-boera è alle porte, BP viene nominato comandante
in capo della frontiera nord occidentale e stabilisce il suo Quartier
Generale nella zona di Mafeking (occhio quasi ci
siamo!). La situazione precipita e BP prende tutta una serie di misure
con un suo proclama inventa e arruola i Fucilieri dei Bechuanaland e
forma compagnie di volontari. Fa sfollare a Città dei Capo donne e
bambini. Più tardi la solerte amministrazione gli richiederà come “spesa
personale” il prezzo dei biglietti ferroviari per tutte le persone fatte
sfollare! L'8 ottobre invia a sua madre l'ultimo biglietto che comincia
così “Un esercito di boeri su 3 colonne, della forza complessiva di
6-7000 uomini sta marciando su di noi “. Nove ottobre guerra! Comincia
così il lungo, incredibile assedio di Mafeking destinato a trasformare
un ottimo, ma sconosciuto ufficiale in un eroe nazionale. L’l1 aprile
dell'anno successivo l'assedio dura ancora e la Regina Vittoria
telegrafa personalmente a BP la sua fiduciosa ammirazione per la
“risoluta difesa coraggiosamente perseguita sotto il vostro comando
sempre ricco di risorse”.
Una colonna di
Lord Roberts
giunge e spezza definitivamente l'assedio durato 217
giorni,
è la sera dei 16 maggio 1900 l'Inghilterra tutta esulta il 18 maggio allorché apprende la
notizia e vive l'indimenticabile “notte di Mafeking” che sarà superata
soltanto dalla “Notte della pace” 18 anni dopo alla fine della prima
guerra mondiale. Durante l'assedio tra le altre “risorse”
BP ha fatto batter moneta disegnando personalmente le banconote,
ha emesso francobolli (senza l'effige della Regina e sembra
che questa un po’, gliene volle ... ) e costituito il Corpo dei Cadetti,
con ragazzi dai 9 anni in su. La loro resistenza, il buon spirito e
talora il loro eroismo colpiscono BP. E’ allora che si rende conto per
la prima volta delle possibilità dello scouting per la gioventù.
Esce in
questo periodo Aids to scouting e ottiene il
primo grande successo non
soltanto perché‚ rivoluziona l'addestramento militare, ma anche per i
tanti consigli ragazzi e scuole lo adottano. Da esso e dai Cadetti di Mafeking nasce l'idea dello scautismo per la formazione dei giovani.
Dopo Mafeking il trionfo a 43 anni su proposta di Lord Wolseley
immediatamente accolta dalla Regina Vittoria, viene nominato
maggior-generale, è il più giovane con tale grado di tutto l'esercito
inglese. Nel viaggio da Mafeking liberata a Pretoria e sino a Città dei
Capo, folle entusiaste lo acclamano al passaggio dei treno. Comincia a
ricevere moltissime lettere da ragazzi e ragazze. Una di esse porta come
indirizzo soltanto due lettere B.-P..
Dalla vita numero 1 alla vita numero 2
Il
20 gennaio 1901, concludendo una lettera al suo editore Methuen scrive
“Ho davanti a me una bandiera, con uno strano motto, sotto la forma di
una busta che una ragazza mi ha mandato e che porta per tutto indirizzo
le lettere B. P.. Queste lettere hanno per me un senso nascosto. E’ una
parola d'ordine che vorrei veder messa in pratica da ognuno sia in tempo
di guerra che in tempo di pace per la vita e per la morte Be Prepared
(sii preparato)”. Nello stesso anno getta le basi dei corpo di polizia
sudafricana e considera questa come una delle più belle avventure della
sua vita. Nel breve volgere di 8 mesi dà vita a un completo organismo di
diecimila uomini, ben dotato di servizi e cavalli. Di esso, per sua
volontà, fanno parte 2000 zulù e molti boeri, oltre agli inglesi e a
uomini di molte altre nazionalità. BP guarda già oltre la fine della
guerra ancora in corso, e pensa all'opera pacificatrice e di servizio
che avrebbe potuto svolgere una polizia di nuova concezione. Dobbiamo
ricordare che a Londra, ove BP era nato, il policeman è un'istituzione
riguardata da tutti con simpatia e rispetto, ed è da parte sua sempre
pronto a intervenire e aiutare tutti. E’ ancora il 1901, BP si ammala e
torna in Inghilterra, ove lo attendono accoglienze incredibili quanto
inaspettate. Egli fa di tutto per schivarle e si reca quasi di nascosto
dal suo Re Edoardo VII, succeduto sul trono inglese alla vecchia sovrana
Vittoria, che aveva regnato oltre mezzo secolo, dando il suo nome a
tutta un'epoca. Il Re l'aveva convocato nel Castello di Balmoral per
insignirlo dell'Ordine del Bagno (K.C.B.) una delle più alte
onorificenze inglesi. Nel 1903, dopo un ultimo periodo africano,
dedicato sempre ai corpo di polizia, viene nominato Ispettore Generale
della Cavalleria per la Gran Bretagna e l'Irlanda. Con la serietà che lo
distingue BP per prima cosa visita tutte le grandi scuole di cavalleria di
Francia, Germania, Austria e Italia per rendersi conto della situazione
negli altri paesi. Non è un improvvisatore e cerca sempre di documentarsi
prima d'ogni nuova impresa. Questo criterio unisce, come un ponte ideale,
la prima vita alla seconda nello stesso modo agirà prima di lanciare e
organizzare il Movimento Scout. BP capo militare non può dirsi un genio,
ma un innovatore scomodo a molti. E’ il 10
giugno 1907 BP quando viene messo quasi in pensione “a mezzo soldo” e inviato a
studiare l’organizzazione delle truppe territoriali di riserva.
Non a caso lo stesso anno segna la fine effettiva della sua vita numero
uno e la seconda vera nascita ideale di quest'uomo meraviglioso. Lo
stesso 1907 infatti è l'anno di Brownsea e della stesura definitiva
dello Scouting for boys, la cui prima dispensa apparirà nelle edicole
con la data “Gennaio 1908”. BP è stato un militare, ma non un
militarista, un educatore sempre. Preferiva, cercare soluzioni ingegnose
e sfruttare ogni risorsa, piuttosto che ricorrere alla violenza e alla
forza bruta. Tutti coloro, che erano stati affidati al suo comando, lo
amavano e lo rispettavano, oltre ogni consueta misura, tutti i suoi
avversari dagli Zulù ai boeri.. Mancano ancora
circa quattro anni al fatale 1914, ma le linee di sviluppo apparivano
nette al tenente-generale Baden-Powell, che indicò persino il periodo
dell'anno in cui l'evento si sarebbe verificato intendiamoci non per
doti magiche, ma in base alla deduzione. Il popolo inglese, e non
soltanto quello (l'errore si ripeterà tre decenni dopo) si rifiutava di
credere alla possibilità di una guerra e preferiva cullarsi al suono
degli ultimi valzer della belle epoque. Quasi, un triste scotto che le
democrazie, per loro natura amanti della pace e della libertà, pagano
ricorrentemente nella storia, incoraggiando, senza volerlo, aggressioni
e guerre. Questa “grana” diplomatica è davvero l'ultima, ormai il
movimento scout sta prendendo piede e richiede sempre più tutte le sue
cure. D'accordo con il Re presenta le dimissioni e la burocrazia, quasi
a ironica conclusione, gioca il suo ultimo scherzo BP aveva fatto
carriera troppo rapidamente raggiungendo il grado sommo di tenente
generale a soli cinquant'anni, mentre il minimo previsto era di 62,
quindi niente pensione! Ma Edoardo voleva un gran bene a BP e agli
scouts, e come in una bella favola, rimedia tutto, anzi lo chiamò a
Palazzo e lo fece “Sir”. Giustamente BP
scrisse “L'uomo che quella sera
si coricò nel mio letto era un uomo felice”.
Lasciato definitivamente l'esercito nel 1910, BP si occupa da
allora soltanto del movimento scout sino alla fine della sua lunga
operosa giornata terrena. Questo periodo, protrattosi oltre trent'anni,
si conclude nel Kenya l'8 gennaio 1941, in piena seconda guerra
mondiale, ed è quella che egli chiama “Seconda Vita”.
Storia della vita di BP e dello scautismo s'intrecciano assieme
ai punto, che sarebbe errore (e delitto!) separarle. A entrambe
appartiene, apparendo costantemente al suo fianco, un nuovo gentile
personaggio Olave St. Claire Soames con cui si sposa nel 1912. E’ un
matrimonio assai felice, allietato dalla nascita di tre figli, ma Lady
Olave è anche compagna preziosa nella grande impresa e diviene capo e
animatrice dei movimento scout femminile mondiale. Noi, a questo punto,
come nei vecchi racconti dobbiamo fare un bel passo indietro per vedere
quando, perché‚ come è nato lo scautismo. Abbiamo visto, che la prima
definizione scritta di scouting militare, BP la dà nel 1881; poi
pubblica sull'argomento tre libri, l'ultimo dei quali (Aids to scouting)
con straordinario successo, ben al di fuori dell'ambiente al quale era
destinato.
Lo scouting, come egli lo intendeva, traeva ispirazione e convinzione
dalle sue stesse attività giovanili praticarlo era per lui naturale,
studiarlo e perfezionarlo, logica conseguenza. Anno dopo anno cercava di
migliorarlo mettendo a punto varie tecniche. Bastin dirà con rara
efficacia che lo scautismo ha la sorgente nella vita stessa di BP e che
in ciò forse è il segreto dei suo strabiliante successo pedagogico. Alla
base di tutto lo scouting emerge la necessità di dotare gli uomini di un
carattere forte, di un'intelligenza pronta e alienata a osservare e
dedurre, di un corpo efficiente, d'una conoscenza e sintonia con la
natura in tutte le sue forme ed espressioni, di una alta capacità
d'adattamento all'imprevisto in ogni circostanza, di comprensione dei
punto di vista degli altri. Si tratta di utilizzare questi punti-chiave
per la formazione dei ragazzi. Spinta decisiva in questa direzione gli
viene dalla grande notorietà del
“dopo Mafeking” che lo induce a porsi una serie di inquietanti
interrogativi. Cominciai a intravedere la risposta nel 1901- 1903, quando ancora
mi trovavo nell'Africa dei Sud. In quest'epoca infatti ricevevo da tutte
le parti delle lettere di ragazzi e di giovanette di cui avevo destato
l’interesse, e con i quali mi venivo a trovare in relazioni personali.
Lord Allenby fu un giorno molto stupito di trovare il suo ragazzetto
inerpicato con la governante su un albero, dove si era messo - in
imboscata -. La giovane donna spiegò allora che ella era stata
all'istituto di Educazione di miss Mason, dove il mio libro Aids to
scouting veniva usato come manuale per l'insegnamento della osservazione
e della deduzione”. Per BP sono queste le prime indicazioni concrete del
valore educativo dello scouting civile. Al ritorno in Inghilterra
quattro fatti concomitanti contribuiscono a fargli intraprendere la
nuova strada le tante lettere che continua a ricevere da ragazzi e
ragazze, le esperienze con i ragazzi esploratori in Africa,
l’interesse per lo scouting del mondo più avanzato e aperto della
scuola e dell'educazione, l'incontro, forse decisivo, con sir William
Smith (Un quinto aspetto, non catalogabile come “fatto” e basta, balza
evidente anche dal brano che abbiamo citato, ed è la profonda
religiosità di BP e la sua fede in Dio). Sir William Smith era il
fondatore della Boys Brigade, un corpo che contava allora in Inghilterra
oltre 50.000 ragazzi e diversi anni di vita. Estremamente interessato
allo scout¡ng di BP, lo invita, subito dopo l'arrivo a Southampton dal
Sud Africa, alla manifestazione annuale della Brigata nella Albert Hall
di Londra. BP accetta e questo è il suo primo incontro con una numerosa
assemblea di giovani. Nel 1904 BP comincia a buttar già un primo schema
di programma destinato ai giovani. Nel 1905 partecipa a Glasgow, al
fianco di Smith, al raduno della Brigata, che celebra il ventunesimo
anniversario della fondazione. Da quella esperienza BP prende coscienza,
che vi sono numerosissimi ragazzi, pronti ad attuare un programma, che
abbia per loro attrattiva e molti adulti pronti a dedicare il loro tempo
e le loro forze al servizio di una tale opera. Smith lo incoraggia a
scrivere un libro destinato a una versione per la gioventù dall'Aids to
scouting, BP accetta e si mette al lavoro. Agli inizi del 1906 invia in
lettura a Smith la prima stesura dello Scouting for boys. Due anni
esatti dovranno ancora trascorrere, prima che in edicola si trovi la
dispensa n. 1 dell'opera che, possiamo ben dirlo, era destinata a
rivoluzionare il mondo educativo dei secolo XX. BP non è nemmeno questa
volta un improvvisatore e procede con estrema cautela, cercando di non
commettere errori; forse pensa, non certo a torto, che chi ben
comincia...
Intanto fa nuovi importanti incontri con l'editore sir Arthur Pearson e
con sir Percy Everett, che diviene ben presto il suo braccio destro. Nel
1907 completa lo studio del metodi per i giovani, in uso nelle varie
nazioni e nei vari tempi, documentandosi anche con appositi viaggi.
Naturalmente non si sofferma soltanto su quanto avviene in Europa e in
America, ma fa anche tesoro delle sue antiche osservazioni sul popolo
zulù che ama e ammira sin dalle prime esperienze africane. Ormai è
pronto per un “collaudo” pratico, vuole mettere alla prova i principi
dei nuovo metodo. Organizza un campo in luogo adatto, lontano dal
pubblico e dai giornalisti, per dedicarsi con tutta tranquillità
all'esperimento. La scelta cade sull'isola di Brownsea nella baia di
Poole Harbour e, sono sue parole, “là vi riunii un gruppo di ragazzi di
tutte le classi sociali e di tutti gli ambienti”. Solo dopo
l'entusiasmante riuscita dell'esperimento dà l’0K all'uscita dello
Scouting for boys. Aveva ormai superato l'ultima grossa incertezza
offrire il suo metodo alle organizzazioni giovanili già esistenti (come
chiedevano Smith e altri), oppure tendere alla formazione di un
movimento autonomo. Del dubbio conservano certa traccia le stesse prime
edizioni dello
Scouting for boys “In origine non s'intendeva che i
Giovani Esploratori dovessero formare un Corpo separato dagli altri, ma
che i ragazzi appartenenti ad altre organizzazioni, come sarebbero
scuole, club di football, congregazioni di culto, manifatture, fattorini
comunali, servizio telegrafico, Corpo dei Cadetti ecc., avrebbero preso
anche loro lo scautismo in aggiunta alle altre loro occupazioni”. Già il
cortese rifiuto opposto a Smith che generosamente offre a BP la guida
della Boys Brigade indica del resto che il grande passo è maturato e
deciso movimento autonomo. BP e i suoi primi collaboratori avvertono che
la carica innovatrice e dirompente dello scautismo non può essere
racchiusa in altri schemi diversamente precostituiti.
Dallo scautismo al lupettismo
Per arrivare a definire lo scopo dello scautismo BP aveva fatto quella
che oggi con termine assai corrente si chiama “analisi” (magari della
società ...) sintetizzandola così. Le condizioni artificiose della vita
moderna “producono” membri dei gregge comune. La formazione si trova a
dover fronteggiare nuove difficoltà un istinto gregario sempre più
forte, gli effetti dei mezzi di comunicazione di massa (i mass-media
stampa, radio, cinema e da qualche anno televisione), il sempre più
facile accesso ai piaceri malsani (sesso, alcool, droga, gioco
d'azzardo). “Con la moderna estensione di città, villaggi e fabbriche,
di grandi strade asfaltate e di linee telefoniche, telegrafiche ed
elettriche, e di tutto ciò insomma che chiamiamo “civiltà”, la natura
viene respinta sempre più lontano dagli uomini; le sue bellezze e i suoi
miracoli ci diventano estranei, e le nostre affinità personali con la
creazione divina si perdono nella vita materialistica della folla, con
le sue deprimenti condizioni di lavoro e la pazza ricerca dei piacere,
fra le spaventose costruzioni elevate dall'uomo. La natura viene
cacciata fuori dalla nostra vita, e viene sostituita dall'artificiale; e
grazie a motociclette, automobili e ascensori le nostre gambe finiranno coll'atrofizzarsi per mancanza di esercizio, e i nostri figli avranno
forse dei cervelli smisurati, ma non dei muscoli”. Passiamo ai MEZZI BP
si propone di rendere il movimento attraente per i giovani, che dovevano
liberamente e spontaneamente affluirvi.
Fonda perciò l'intero progetto sul principio di un gioco educativo, di
un divertimento che conduca il ragazzo a poco a poco ad autoeducarsi. BP
a questo punto narra, ironicamente, d'aver scartato l'idea di chiamarlo
ad esempio “Società per la propaganda delle qualità morali” perché‚ un
tal nome non avrebbe entusiasmato i giovani, Scautismo invece proponeva
al bisogno d'azione di un ragazzo normale la prospettiva di diventare
lui stesso un vero scout. L'istinto dei ragazzo di vivere in “banda”
sarebbe stato soddisfatto coi farlo divenire membro di un reparto e di
una squadriglia. L'uniforme poi non avrebbe costituito soltanto
un'attrattiva, ma avrebbe significato fraternità, perché una volta
adottata da tutti avrebbe soppresso tra gli scouts ogni differenza. I
distintivi avrebbero dimostrato i progressi realizzati e le “specialità”
conquistate mediante sforzi personali. La scienza dell'uomo dei boschi
veniva messa alla portata d'ogni ragazzo di città, che avrebbe così
imparato ad accamparsi bene, seguire tracce, osservare la vita delle
piante e degli animali, cuocersi il cibo da sé. E poiché‚ è convinzione
di BP che non si guida un ragazzo con dei “non fare questo”, ma
dicendogli “fa' quello” oppure, meglio ancora “facciamo così”, stabilì
la legge degli scouts. Ricordandola anni dopo, la sintetizzò così onore,
disciplina personale, cortesia, coraggio, lealtà, senso altruista dei
dovere e servizio dei prossimo sotto l'insegna della religione. La legge
è fatta in modo da essere una guida per gli atti dello scout e non uno
strumento di repressione dei suoi difetti. Essa cerca di definire ciò
che è bene e ciò che ci si attende da lui. A essa si ricollega la
promessa che impegna, secondo le precise intenzioni di BP, ogni scout a
fare dei suo meglio, per compiere il proprio dovere verso Dio e verso la
patria, per compiere ogni giorno una buona azione e per osservare,
appunto, la legge scout. Accanto a questi pilastri, BP colloca altri
elementi, ognuno, a suo modo, indispensabile e significante , il
distintivo, emblema del movimento, costituito da un giglio
(fiordaliso)
ispirato da quello di Flavio Gioia per la bussola e da allora usato
universalmente per indicare il nord sulle carte; esso significa questo
(sono le parole esatte di BP) “il giglio indica la buona direzione (e
l'alto) senza piegare né‚ a destra né‚ a sinistra, che significherebbe
poi tornare indietro. Le due stelle laterali rappresentano gli occhi dei
lupetto che si sono aperti, prima che divenisse esploratore (due
stelle). Le tre punte dei giglio ricordano i tre punti della promessa.
“Il motto è: Be prepared” felicemente ritradotto in latino alla
fondazione della prima ASCI (1916) con l'evangelico “Estote parati”. Il
nodo, ricorda la buona azione ed è divenuto col tempo, collocato
nell'insegna internazionale intorno al giglio e al motto, simbolo
dell'unità dello scautismo mondiale e della fraternità internazionale.
Il saluto con le tre dita ricorda le tre parti della promessa e va
fatto, quando scout incontra scout più giovane o più anziano che sia e
quando si alza la bandiera nazionale e dello scautismo. Il saluto è un
segno fra gente per bene, diceva BP, ed è un privilegio poter salutare
per primo il prossimo. Oltre al saluto tra scout, si usa la stretta di
mano sinistra, in segno di pace. Inoltre è parte fondamentale dei
programma scout il “sentiero” da percorrere, superando prove con
progressione graduale commisurata alla capacità di sforzo individuale.
Circa l'ORGANIZZAZIONE dei movimento essa prevedeva inizialmente
soltanto reparti esploratori, divisi in 4 squadriglie (o pattuglie). Le
squadriglie formate da 8 ragazzi di diversa età dai 12 ai 17 anni, in
modo da consentire il trapasso delle nozioni dai più anziani ai più
giovani, la formazione di tradizioni di squadriglia, dalla quale ogni
anno sarebbero usciti uno o due anziani ed entrati altrettanti novizi
(Piedi Teneri). L'orizzontalità, con l'uscita in massa avrebbe “ucciso”
ogni qualche anno la squadriglia e impedito il trapasso.
La pubblicazione dello Scouting for boys,
dapprima in 6 dispense quindicinali, poi in volume, ottiene un successo
strepitoso. Le ristampe (e le edizioni) si succedono una dopo l'altra ed
i reparti e le squadriglie cominciano a sorgere come funghi, con e senza
l'aiuto di adulti. La risposta dei ragazzi non avrebbe potuto essere più
pronta e concretamente fattiva. Il movimento si estende con una rapidità
imprevista e imprevedibile anche dai più ottimisti e supera ben presto i
pur estesi confini. Il 14 aprile 1908 appare il primo numero di “The
scout” per i ragazzi esploratori, nel luglio 1909 per i Capi uscirà la “Gazzetta del Quartier Generale” (poi “The scouter”). Al Palazzo di
Cristallo nel 1909, un solo anno dopo il lancio, migliaia di scouts in
uniforme sfilano davanti a BP e, tra essi, con sua sorpresa, numerose
ragazze anch'esse in
uniforme. Nell'estate dello stesso anno, BP si reca
nell'America dei Sud e viene accolto a Buenos Ayres di scouts
entusiasti. In un anno lo scautismo aveva varcato l'Atlantico ed era
anche sulle coste dei Pacifico. Nel Cile e in altre nazioni si avevano
notizie sul sorgere dei movimento. Nell'estate 1910 BP invita due
squadriglie a fare con lui un viaggio
negli Stati Uniti e nel Canada.
Riceve bellissime accoglienze e il 2 settembre un grande pranzo viene
offerto in suo onore nella città di New York. Il presidente Theodor
Roosvelt gli esprime il suo entusiasmo per il
metodo e il movimento.
Ormai lo scautismo è chiaramente diventato un vero e proprio fenomeno di
dimensioni mondiali. Morto re Edoardo VII, Giorgio V, nuovo sovrano
d’Inghilterra, riconferma la sua fiducia nello scautismo ed il 4 luglio
1911, 30.000 scouts si riuniscono attorno a lui nel parco di Windsor.
Nel 1912 B P fa il giro dei mondo per studiare i problemi dello
scautismo anche nei più lontani paesi. Va in Cina, in Giappone, in
Australia, in Nuova Zelanda, in Africa. Durante questo viaggio avviene
l'incontro decisivo per la sua vita con la giovane Olave St. Claire
Soames classico colpo di fulmine malgrado la differenza d'età (BP ha già
55 anni), dopo poco il matrimonio . Nel 1913 nascerà il primo figlio
Peter, seguito da Heather nel 1915 e Betty nel 1917. Nel gennaio
1913 BP
e Lady Olave vanno in Algeria e visitano anche l'Italia, ove hanno a
Napoli il primo incontro con esploratori italiani. Successivamente
inaugura a Birminghan la prima grande mostra di lavori manuali fatti da
scouts. Come in tutte le cose della vita non c'erano rose senza spine,
neppure nei primi anni dello scautismo. Sin dai primo anno BP dovette
tener testa a numerosi tentativi deviazionistici.
Ricorderemo tra gli altri quello di John Hargrave con un troppo
accentuato indianismo, altri con soverchia cavalleria medievalistica e
persino uno improntato al donchisciottismo! A tutti BP rispondeva che il
movimento poteva essere vitale a condizione di portare con sé, come la
vita, la sua sorgente. BP incontrò anche un altro pericoloso nemico
l'ironia. Pensate un po' all'ambiente inglese dei primo decennio
post-vittoriano e all'effetto che doveva fare, nella Londra di quel
tempo, un notissimo generale dell'esercito che s'aggirava in pantaloni
corti attorniato da ragazzi che lo acclamavano urlando. Probabilmente
solo con grande sforzo riusciamo a renderci conto della reazione che
producevano tali scene in un ambiente compassato e formalista quant'altri
mai. Perché‚ BP si comportava così e chiedeva lo stesso stile a tutti i
Capi? Non certo per eccentricità, nè‚ per esibizionismo. ti suo scopo
era semplice entrare in contatto con i ragazzi superando così la
barriera che troppo spesso separa l'adulto dal loro mondo. Era dalla
loro parte, ed essi lo capivano perfettamente! Altre due accuse
contemporaneamente rivolte, da opposte rive, allo scautismo furono
quelle di militarismo e pacifismo. BP fu lieto che gli venissero mosse
quasi insieme cosi si eliminavano a vicenda. A entrambe rispose subito,
ricordando agli uni che lo scautismo
non consisteva nel “far rullare i
tamburi” esso era la vita stessa dei ragazzi a contatto con la natura,
all'aria aperta. Agli altri precisò che lo scautismo incoraggiava i
ragazzi a pensare in termini di pace, d'amicizia, di fratellanza
universale al di là d'ogni differenza di classe, razza o religione, ma
che ciò non avrebbe impedito ai ragazzi, formatisi con il suo sistema,
di porsi al servizio della propria patria, ogni qualvolta essa avesse
avuto bisogno di loro. Egli insisteva con gli uni e con gli altri che
non si doveva mai cadere nell'“allevamento di macchine”, cioè di nuove
masse collettivizzate, bensì sviluppare individualmente ogni singola
persona e formarne il carattere. Seguono dal 1914 al 1918 gli anni duri
della prima grande guerra mondiale, ma lo scautismo supererà anche
questa terribile prova. Anzi proprio nel cuore d'essa, nel 1916, BP
pubblica 11 manuale dei lupetti e lancia la nuova branca per l'età 8-12
anni. Già da anni all'interno dello scautismo si era profilato un grosso
problema metodologico ed organizzativo quello dei ragazzi troppo piccoli
per essere ammessi nei reparti, ma che, sempre più numerosi, volevano
vivere lo scouting. Due ordini concomitanti di considerazioni spinsero
BP e i suoi collaboratori a ricercare una soluzione razionale ed
efficiente a tale questione il problema veniva continuamente posto e
riproposto dalle più svariate parti come urgente, indilazionabile e
insolubile con le strutture esistenti; l'età 8-12 anni si rivelava in
sede di studio e sperimentazione estremamente importante per la
formazione dei carattere. Molti studi successivi, specie nell'ambito
della psicologia sperimentale dell’età evolutiva, confermarono
ampiamente tale posizione. I primi scritti pubblicati da
BP sul problema
risalgono al 1913, in essi afferma la necessità di una organizzazione
separata e la sua ferma convinzione nel valore metodologico di tale
iniziativa. All'inizio dell'anno successivo il fido Everett pubblica il
primo piano d'azione comprendente l'abbozzo dei metodo per bambini in
elaborazione. Vi è già in esso il saluto, la promessa, qualche prova e
il distintivo una testa di lupo. L'edizione di un più completo manuale,
opera dello stesso BP, viene preannunciata e prevista a breve scadenza,
ma lo scoppio della prima guerra mondiale, nell'agosto di quell'anno,
sconvolge tutti i programmi. Piombano sullo scautismo in generale e su
quello inglese in particolare, problemi immani. t noto come nei primi
giorni di guerra gli scouts inglesi con pronta mobilitazione assumessero
persino la vigilanza di tutte le coste, mantenendola finché‚ non furono
rilevati dalle forze regolari. L'uscita dei libro ritardò così sino al
1916 e nel frattempo esso venne perfezionato.
Gli ultimi anni
Nel 1919 W. F.
de Bois Maclaren dona a BP e al Movimento Gi1well Park. Nasce così la
tradizione dei campi scuola, destinati a mantenere in rotta lo scautismo
mondiale. Non a caso, lungo tutta la sua seconda vita, BP continua a
preoccuparsi dei pericoli di deviazioni e continua a raccomandare la
rilettura annuale dello Scouting for boys e dei testi fondamentali. Egli
così schivo e modesto insiste periodicamente in questa richiesta, non
per presunzione o superbia, bensì perché‚ consapevole delle scure ombre
che gravano sullo scautismo. Ecco che i campi scuola di Gi1well Park, ai
quali affluiscono via via gli esponenti più qualificati dello scautismo
mondiale, cercano di limitare i pericoli di distorsioni ideologiche e
pratiche dei metodo e dei movimento. In parte, solo in parte, sono
riusciti nell'intento, ma certamente senza di essi la situazione sarebbe
ben peggiore. 1920 Primo Jamboree mondiale a Olimpia. In esso BP viene
acclamato Capo Scout mondiate. Nascono in quell’occasione il Comitato e
l'Ufficio Internazionali. Jamboree, Indaba e Rover Moot si susseguono durante la vita
di BP. Per averne una visione completa inseriamo in queste pagine un
quadro di essi.
JAMBOREE, CONFERENZE INTERNAZIONALI E ROVER MOOT SVOLTISI MENTRE
BP ERA IN VITA
1920 - Primo Jamboree mondiale a Olimpia in Londra (30 luglio-7
agosto)
BP viene nominato Capo Scout mondiale (7 agosto)
Prima Conferenza Scout internazionale (spontanea e non formale)
1922 - Seconda Conferenza Scout Internazionale a Parigi (Luglio)
1924 - Secondo Jamboree mondiale a Copenaghen (10/18 Agosto)
Terza Conferenza Scout Internazionale a Copenaghen (Agosto)
1926 - Quarta Conferenza Scout Internazionale a Kandersteg (fine
Agosto)
1929 - Terzo Jamboree “della maggiore età” a Arrowe Park,
Birkenhead (31 Luglio-13 Agosto)
Quinta Conferenza Scout Internazionale (Agosto)
BP viene creato Pari d’Inghilterra e assume il titolo di Lord of
Gilwell1931 - Sesta Conferenza Scout Internazionale a Baden-Bei-Wein,
(Austria)
Primo Rover
Moot a Kandersteg
1933 - Quarto Jamboree mondiale a Godollo, Ungheria
Settima Conferenza Scout Internazionale a Godollo
1935 -Secondo Rover Moot a Ingar¢, Svezia (Luglio)
Ottava Conferenza Scout Internazionale a Stoccolma
1937 - Quinto Jamboree mondiale a Vogelenzang, Olanda (Addio di
BP ai ragazzi)
Nona Conferenza Scout Internazionale all'Aia (Addio di BP ai
Capi)
Prima della morte di BP si svolsero ancora tre gran di incontri
internazionali, ma da essi BP, che aveva
partecipato a tutti i precedenti, fu assente per l'ormai
tarda età e declinante salute
1938 Prima Conferenza mondiale Akela (Capi Branco) a
Gilwell-Park (Luglio)
1939 Terzo Rover Moot a Monzie Castle, Scozia (Luglio)
Decima Conferenza Scout Internazionale a Edimburgo
Gli ultimi dodici anni di vita furono consacrati, sino all'ultimo
giorno di vita, allo scautismo. Vengono spesi in viaggi, incontri e,
come sempre, articoli per “Scout” e “Scouter”. Dalla loro fondazione
alla vigilia della sua morte, mai BP mancò d'esser presente su
quelle pagine, rivolgendosi così periodicamente sia ai ragazzi, che
ai capi, in un colloquio ininterrotto. Il nostro buon Capo ci ha
lasciato con questi innumerevoli scritti una miniera preziosa e
quasi del tutto inesplorata. Durante questi anni incontra
giornalisti ed esponenti politici e religiosi di tutto il mondo, dal
Papa ai capi di stato. La sua vita, felice e piena, declina al
tramonto nel Kenya, mentre nel mondo divampa la seconda guerra
mondiale, motivo di dolore grandissimo, che ne affretta forse la
fine, piegando la vecchia quercia. Eppure ancora nei suoi ultimi
scritti, egli guarda al “dopo” con fiducia negli uomini e fede in
Dio. Dalla sua casa di Nyeri vede le montagne; dal
letto attraverso la finestra traccia un ultimo acquerello.
Sotto a esso scrive con grafia, per la prima volta incerta, la
parola “PAX”.
E’ l'8 gennaio 1941.
Una semplice pietra, su essa soltanto il suo nome e i due
distintivi internazionali degli scouts e delle guide.
Là riposa il nostro Capo dopo aver speso ogni giorno della sua vita
per la felicità degli altri, trovando in essa la sua. Tutti noi scouts gli dobbiamo certamente qualcosa della nostra vita e della
nostra felicità, cerchiamo di ricordarlo e di non tradire la
preziosa eredità che ha lasciato alle nostre generazioni e a quelle
che verranno: lo scautismo.
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